ORSOMARSO

Orsomarso

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L’abitato, datato “anno mille”, fu prima un centro romanico, interessato dagli scambi commerciali, poi centro importante per il monachesimo basiliano. Il nucleo più antico del paese poggia sulle rocce che fanno parte della vallata dell’Argentino. L’insediamento urbano ruota intorno alla Torre dell’Orologio che domina la valle: suggestiva sentinella posta fra cielo e monti. Sull’evidente impianto medioevale dell’antico borgo, fatto di strade strette, talvolta gradonate, di portali in pietra di buona fattura ed edifici poveri, dotati ancora di scale esterne per l’accesso alle abitazioni, si leggono ancora, chiaramente gli innesti di epoca seicentesca: la famiglia Brissac, che lo ebbe in possesso fino al 1580, impresse il suo gusto estetico, così pure le famiglie che vi si alternarono nel prosieguo, ad opera delle quali, furono effettuati rifacimenti in più di una chiesa di matrice Normanna.
Questo piccolo borgo dà il nome alla Catena montuosa dell’Orsomarso, che costituisce l’espansione sud-occidentale del Parco Nazionale del Pollino (uno dei parchi nazionali più estesi d’Europa). Di probabile origine romanica, fu fortezza a difesa degli avamposti romanici sviluppati lungo la pianura del fiume Lao. Gli storici non escludono tuttavia che la zona sia stata abitata da gruppi sparsi di uomini preistorici. Notizie certe circa l’esistenza dell’abitato si hanno solo verso l’anno 1000, anno in cui viene documentato prima come centro romanico, con interessanti scambi commerciali, e poi centro importante per il monachesimo basiliano.
Crocevia di storia e culture che si sono passate il testimone attraverso i fiumi che solcano il territorio (fiumi Argentino e Lao), Orsomarso è stata visitata da Santi importanti quali San Nilo, San Leone Luca, San Saba, San Primo, San Fantino il Giovane, San Macario. Successivamente l’abitato si è sviluppato a piccoli nuclei intorno a monasteri, palazzi, ed al Castello baronale, posto sotto l’orologio e le mura perimetrali.
Terra di contrasti e di paesaggi che hanno sedotto gli scrittori del Gran Tour, Orsomarso passa dalle colline ammantate da viti ed ulivi, agli aspri rilievi montani popolati da castagni, ciliegi selvatici, ontani napoletani, pino loricato e pino nero.  La Riserva Naturale della Valle dell’Argentino, è il fiore all’occhiello del borgo. Istituita nel 1987 a protezione dell’alveo fluviale dell’omonimo fiume, nelle quote comprese tra i 200 ed i 1250 metri di altitudine, è nota, in ambito nazionale, per la presenza di un’area di wilderness (una zona vergine mai toccata dall’uomo).

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